1) Introduzione all’impugnazione del licenziamento e la sua importanza
Per “impugnazione del licenziamento” si intende quella particolare procedura con la quale viene riconosciuta la possibilità al lavoratore di contestare il provvedimento che ha determinato la cessazione del rapporto di lavoro. Attraverso questo istituto, il dipendente che ritiene illegittimo la decisione assunta dal proprio datore di lavoro può contestare la validità della stessa davanti ad una autorità giudiziaria.2) Basi legali: Cosa dice la legge sui motivi di licenziamento e i diritti dei dipendenti
Il licenziamento può essere intimato per i seguenti motivi:- RECESSO PER GIUSTA CAUSA, disciplinato dall’art.2119 c.c., a mente del quale “ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine (…) qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto”. In questa ipotesi il dipendente può essere licenziato in tronco, senza la necessità di fornire alcun preavviso. La legge, di contro, prevede quale diritto del dipendente, una indennità dovuta a quest’ultimo da parte del datore di lavoro.
- LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO, regolato dall’art.3 della L. 604/1966, che si distingue, a sua volta, in licenziamento per giustificato motivo soggettivo e licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Mentre nel primo caso il licenziamento avviene qualora il dipendente commetta un inadempimento lavorativo, nel secondo caso il licenziamento riguarda cause estranee al lavoratore (come, ad esempio, situazioni economiche non più favorevoli all’azienda legate ad esempio a imposizioni tecnico-produttive, organizzazione del lavoro).
3) Procedure per l’impugnazione del licenziamento: Tempi e adempimenti legali
La legge n. 183/2010 riconosce al lavoratore la possibilità di impugnare il licenziamento. Tale procedura legale prevede la predisposizione di un atto scritto con il quale il dipendente esprime la volontà di opporsi alla decisione assunta dal datore di lavoro. La procedura di impugnazione prevede un termine perentorio di 60 giorni, a pena di decadenza. Tale termine decorre dalla data del licenziamento o dalla successiva data di comunicazione dei motivi. Una volta impugnato tempestivamente il licenziamento, il lavoratore avrà a disposizione 180 giorni di tempo per depositare il ricorso in tribunale. In alternativa, sempre nei 180 giorni successivi alla prima impugnazione stragiudiziale, potrà richiedere al datore di lavoro un tentativo di conciliazione o di arbitrato. Qualora la proposta di conciliazione o di arbitrato dovesse essere rifiutata o non si dovesse pervenire ad un accordo, il lavoratore dovrà depositare il proprio ricorso in tribunale entro 60 giorni dal rifiuto o dal mancato accordo.4) Ruolo dei sindacati e dei rappresentanti dei dipendenti nell’impugnazione del licenziamento
In alternativa all’impugnazione del licenziamento proposta personalmente, viene riconosciuta al lavoratore la facoltà di rivolgersi ad un’organizzazione sindacale ovvero ad un procuratore. In entrambi i casi gli sarà fornita assistenza in tutte le fasi del procedimento e soprattutto gli saranno forniti gli strumenti per valutare quale via sia più opportuna da intraprendere e se effettivamente le sue pretese abbiano o meno un fondamento giuridico.5) Accordo transattivo: Un’alternativa all’impugnazione legale
Al fine di giungere ad una soluzione bonaria della controversia, è possibile ricorrere ad accordi tra il dipendente ed il datore di lavoro. L’accordo transattivo consiste in quel peculiare contratto attraverso il quale le parti pongono fine ad una lite ovvero si accordano per evitare che se ne crei una. Nello specifico, le parti effettuano reciproche concessioni: il datore di lavoro, ad esempio, avrà l’onere di corrispondere un’indennità al lavoratore qualora quest’ultimo sceglierà di rinunciare alla rivendicazione dei suoi diritti.6) Risarcimento e reintegrazione: Possibili esiti dell’impugnazione del licenziamento
Qualora, a seguito dell’impugnazione, il licenziamento dovesse risultare illegittimo, ovvero contrario alle ragioni previste dal diritto del lavoro, il dipendente potrebbe ottenere tanto la reintegrazione sul posto di lavoro con corresponsione delle retribuzioni maturate fino al giorno della ripresa del servizio quanto un risarcimento dei danni, ovvero versamento a titolo di ristoro valutato discrezionalmente del giudice (ad esempio nel caso di licenziamento di tipo discriminatorio). Di contro, se il licenziamento dovesse essere giustificato, il lavoratore avrà diritto, in aggiunta ad un congruo termine di preavviso, anche al TFR (trattamento di fine rapporto), nonché ad una indennità di disoccupazione (NASPI).7) Consulenza legale: L’importanza di un avvocato specializzato nel diritto del lavoro
Data la complessità della materia, nonché la ristrettezza dei termini entro i quali far valere le proprie ragioni, appare consigliabile rivolgersi preliminarmente ad un esperto specializzato nella materia giuslavorista il quale potrà fornire tutte le possibili soluzioni più vantaggiose per il dipendente. Affidarsi a professionisti legali è sicuramente il modo migliore per far valere i propri diritti.8) Risorse e supporto per i dipendenti durante l’impugnazione del licenziamento
Durante la fase dell’impugnazione del licenziamento, le aziende possono fornire supporto ai dipendenti mettendo a disposizione di questi ultimi pacchetti di sostegno, come l’assistenza nella ricerca del lavoro, la consulenza professionale e i programmi di formazione.9) Migliori pratiche per proteggere i propri diritti in caso di licenziamento
I dipendenti hanno diversi diritti che tutelano i loro interessi in caso di licenziamento.A seconda della situazione, i datori di lavoro possono anche essere tenuti a fornire un’indennità di licenziamento ai dipendenti licenziati in via definitiva (indennità di disoccupazione). L’importo varia a seconda dei termini del contratto di lavoro e delle politiche aziendali.L’ammissibilità e i benefici variano a seconda delle leggi statali e locali e della situazione del dipendente.Per risolvere qualsiasi controversia legata al lavoro, un Avvocato Giuslavorista Roma è la scelta giusta per un supporto personalizzato e professionale. Se invece preferisci un confronto senza spostarti, puoi richiedere una Consulenza Avvocato online semplice e rapida.

